E’ utile controllare periodicamente i nei?

Nei bambini non serve a niente il controllo periodico dei nei.

Negli adulti, invece, più che andare frequentemente dal dermatologo, occorre osservare la regola dell`ABCDE che

Consente di individuare alcune peculiari caratteristiche dei nei e valutare le loro condizioni. Ognuna delle lettere  indica una condizione che dovrebbe allertare la nostra attenzione e spingerci a effettuare, nei casi sospetti, un controllo specialistico.

A – Asimmetria dei nei

Se proviamo a dividere idealmente con una linea centrale i nostri nei e notiamo che le due metà ottenute non hanno una forma simmetrica tra loro, è il caso di farli controllare.

B – Bordi irregolari dei nei

Se anziché essere regolarmente tondeggianti, cominciano ad avere delle frastagliature, delle irregolarità, potrebbero essere melanomi.

C – Colore dei nei

I soggetti con la pelle chiara hanno dei nei meno pigmentati, alcuni di colore roseo. I soggetti con la pelle scura hanno, invece, nei più pigmentati, alcuni di colore quasi ardesiaco. Se i nei da chiari diventano scuri o viceversa, vanno guardato con sospetto.

D – Dimensioni dei nei

Se le dimensioni sono elevate (in genere, quando hanno un diametro maggiore di 6 millimetri) è il caso di fare ulteriori indagini.

E – Evoluzione progressiva dei nei

Questa è la caratteristica più importante. I nei che diventanoasimmetrici, acquisiscono bordi irregolari, variano di colore o aumentano di dimensioni… i nei che si trasformano, insomma, sono,a rischio.

 

Quale dieta per un bambino di 10-12 anni sovrappeso?

Questa dieta è stata studiata per fornire un adeguato apporto di nutrienti e di calorie ad un ragazzino di 10/12 anni prima che inizi lo “scatto di crescita” della pubertà. Successivamente potrebbe rivelarsi largamente insufficiente e poco sostenibile nel periodo medio-lungo.

Regole generali

La casa non deve contenere alimenti diversi da quelli elencati qui sotto; in particolare non devono essere presenti bevande zuccherate gasate e non gasate (the, aranciata, cocacola, succhi di frutta ecc.).

È consentito bere solo acqua, che potrà essere indifferentemente di rubinetto, minerale liscia o minerale gasata (a seconda delle preferenze).

Il pane deve essere di tipo “casereccio”, ma anche “baguette” o altri tipi di pane che non contengano grassi aggiunti, semi, olive o altri ingredienti (informarsi dal panettiere). Due volte alla settimana si può mangiare della pizza bianca.

È consentito trasgredire alle regole di questa dieta non più di una volta alla settimana, purché si tratti di una “trasgressione” accettabile” (un gelato in più, una piccola porzione di dolce in occasione di una festa ecc.).

È severamente vietato consumare i pasti con la TV o il computer accesi.

I pasti vanno consumati a tavola (eccetto gli spuntini).

È vietato il “bis”; questa regola deve essere comunicata anche a chi eventualmente si occupa di refezione scolastica.

È indispensabile che tutti i pasti vengano forniti da casa; non deve essere consentito l’acquisto di alimenti presso bar o supermercati; di conseguenza bisogna uscire di casa per recarsi a scuola o presso il luogo frequentato per le attività extrascolastiche con la merenda nello zaino.

Colazione

Giorni pari

1 vasetto di yogurt parzialmente scremato (anche alla frutta)

40 gr di biscotti secchi

1 frutto

Giorni dispari

125 gr di latte parzialmente scremato

40 gr di fette biscottate, o pane tostato con 10 gr di marmellata

1 frutto

Domenica

The

30 gr di ciambelline

1 frutto

Spuntino o merenda

Estate

Una coppetta (non un cono!) piccola di gelato di frutta

Periodo scolastico

1 frutto

Pranzo

Pasta o riso 70 gr (50 gr se pasta all`uovo), condita con sugo a piacere e poco parmigiano (se piace)

1 uovo (a la coque, sodo o in tegamino antiaderente senza grassi di cottura)

Oppure

60 gr. di carne

Oppure

70 gr. di pesce

Oppure

40 gr. di prosciutto cotto o di bresaola

La carne e il pesce possono essere conditi con una piccola quantità di olio extravergine di oliva

Insalata o verdura cotta condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva

Pane: 1 fetta di pane casereccio

1 frutto

Spuntino o merenda

Una fetta di pane e marmellata alternata, due volte alla settimana, con 60 gr. di pizza bianca.

Cena

Primavera-estate

Verdure grigliate o cotte (pomodori, peperoni, melanzane, zucchine ecc.) a volontà, condite con un cucchiaino di olio extravergine di oliva

Ricotta o mozzarella di mucca o altro formaggio magro 60 gr.

Pane una fetta

Uno o più frutti di stagione

Autunno-inverno

Una minestra di legumi (alternando fagioli, ceci, lenticchie, piselli ecc.) con 20 gr. di pasta e un cucchiaino di olio extravergine di oliva (poco parmigiano, se piace); la minestra deve riempire la parte profonda di un piatto fondo normale.

Stracchino o altro formaggio morbido e magro 60 gr.

Pane una fetta

Uno o più frutti di stagione

Suggerimenti

Per evitare la monotonia della dieta è consigliabile assortire gli ingredienti; ecco alcuni suggerimenti

Carni: pollo (sia petto che altre parti), carne bovina (anche tritata sotto forma di hamburger aromatizzato con erbe), maiale (scegliendo le parti più magre), agnello (cotto alla griglia), tacchino.

Pesci:pesce azzurro (sardine, alici, sgombri), pesci di allevamento o surgelati (merluzzo, sogliola, spigola, orata, fragolino, trota, dentice, salmone ecc.); il pesce può essere cotto in forno, al cartoccio, al sale, all’acqua pazza ecc. e condito con poco olio extravergine di oliva e erbe aromatiche.

Formaggi: oltre a quelli citati si possono mangiare altri formaggi magri (crescenza, belpaese, caciocavallo, scamorza ecc.). Viceversa vanno evitati i formaggi grassi (gorgonzola, robiola, burrata, brie ecc.).

Cosa mangia un bambino da uno a tre anni?

Insieme ai mille progressi che il vostro bambino ha fatto e farà, ci sono anche dei notevoli passi avanti in questo campo. Siamo lontani ormai dall’allattamento, lo svezzamento è un dato acquisito e il bambino, che probabilmente ha già qualche dente, accetta da tempo una grande varietà di cibi diversi. E’ il momento di cambiare ancora. E’ lui stesso che lo richiede quando, seduto a tavola con i genitori, reclama la sua piccola “porzione” di “pappa dei grandi”. Non gliela negate; questi assaggini sono i suoi primi passi verso un’alimentazione più varia e gustosa.

Come cambia il modo di mangiare

Il primo cambiamento, quello più evidente, è nel modo di mangiare: dalla pappa “tutto compreso”, al pasto diviso in “portate” secondo la nostra tradizione culinaria; da cibo semiliquido o cremoso ai pezzettini. Non vi aspettate però che inizi subito a masticare, anche se in bocca ha tanti dentini, ci vorrà un bel po’ prima che impari ad adoperarli; il passaggio ai “pezzettini” è possibile non perché sia capace di masticarli, ma perché può inghiottirli senza che ciò gli stimoli il vomito.

I cambiamenti nella qualità del cibo

Ancora più importanti sono i cambiamenti nella qualità del cibo. Come potete leggere anche nel capitolo dedicato all’appetito, vostro figlio si avvia ad una fase della sua vita in cui mangerà progressivamente sempre di meno, in relazione al suo peso. Questa diminuzione riguarderà in particolare la quantità di proteine che gli spetta ogni giorno.Ricordate che, nel capitolo dedicato allo svezzamento, avevamo spiegato la funzione fondamentale delle proteine nella costruzione dell’organismo e nella sua crescita. Si capisce così che, diminuendo notevolmente la velocità con cui vostro figlio aumenta di peso, diminuisce in proporzione anche la necessità di nuovo “materiale da costruzione”.Perciò nei menù che seguono vi suggeriamo di preparagli dei “secondi piatti” a base di carne o di pesce molto più “scarsi” di quanto probabilmente avreste fatto. E nonostante ciò non siamo riusciti a contenere la quantità di proteine dei menù proposti entro i limiti stabiliti dalla Società Italiana per la Nutrizione Umana. Per non superare questi limiti avremmo dovuto praticamente eliminare la carne e il pesce a pranzo. Il risultato sarebbe stato poco convincente, estraneo alle nostre abitudini alimentari, senza contare che non si sarebbero raggiunti i livelli raccomandati per il ferro. Abbiamo perciò deciso di studiare dei menù che forniscono un po’ più di proteine, nella convinzione che il comportamento del bambino, che lascia spesso, saggiamente, qualcosa nel piatto contribuirà ad equilibrarli.

Distinguere bene i sapori

Un altro importante cambiamento è nella sua capacità di distinguere i sapori e di scegliere fra le pietanze: questo è il momento di abituarlo alla varietà dei cibi, senza cedere troppo alle sue preferenze. L’alimentazione è tanto più completa e idonea a soddisfare tutti i bisogni fisiologici del nostro organismo in quanto più variata.

Come vincere la stitichezza

E’ a questa età che spesso si manifestano periodi di stitichezza, in parte dovuti ai primi mesi di uso del vasino, ma spesso derivanti dall’abitudine dei genitori a privilegiare la preparazione di cibi a base di carne e agli ingredienti considerati pregiati rispetto alla verdura, ai legumi e alla frutta. Noi invece abbiamo inserito molte verdure, molta frutta e un frullato a base di yogurt, per dare al bambino un’alimentazione ricca di scorie che favorirebbero le funzioni intestinali.

L’alimentazione deve variare gradualmente

Una nota pratica per finire. Come avrete modo di constatare leggendo le pagine che seguono, alcuni dei pasti che vi proponiamo sono da bambino “grande”. Non si può pensare però che tutti questi cambiamenti nella qualità dei cibi e nel modo di mangiare possano avvenire da un giorno all’altro, come per magia al compimento di un anno. Sarà il vostro bambino a scegliere il momento giusto per ciascun cambiamento, voi dovete solo essere pronti a soddisfare il suo nuovo appetito da “grande”. Ci sarà un periodo di adattamento più o meno lungo, perciò vi consigliamo di utilizzare, fino ai 15/18 mesi, sia le vecchie ricette, che queste nuove, alternandole fra di loro.

Ancora menù

Partendo da queste considerazioni abbiamo studiato i menu che seguono. Si riferiscono ai bambini di età compresa fra 1 e 3 anni, sono stati calcolati sulla base di un peso di Kg.13.5. Le colazioni, i pranzi, le merende e le cene sono stati studiati in maniera tale che, preparandoli tutti a rotazione, si forniscono in media ogni giorno al bambino:

Proteine 39 g.

Grassi 53 g.

Zuccheri 185 g

Calorie 1400

Calcio 800 mg.

Ferro 7 mg.

Naturalmente, come abbiamo già detto e non ci stanchiamo di ripetere, queste quantità sono perfette… per un “bambino ideale”; i bambini veri possono aver bisogno di mangiare un po’di più o un po’ di meno a seconda della loro costituzione. Vi ripetiamo ancora una volta che queste tendenze, se il bambino è sano e di normale costituzione, vanno assecondate; per cui è vietato forzarlo a finire il piatto, come non ha senso privarlo di un supplemento di cibo, se lo richiede. Attenetevi come al solito alla regola di aumentare eventualmente tutte le dosi, lasciando ferme quelle della carne e del pesce, principali fornitori proprio di quelle proteine di cui i menù abbondano. Molti genitori hanno l’abitudine di somministrare ai loro bambini prima il “secondo” poi il “primo” nella convinzione che sia più importante per loro mangiare la carne che non mangiare la pastasciutta. Errore: mangiando prima la carne, che contiene molte proteine, il bambino avvertirà un senso di sazietà che lo porterà a interrompere il pasto. Viceversa la normale sequenza alimentare, che vi raccomandiamo anche nelle nostre ricette, oltre che derivare da una secolare tradizione che tutto il mondo ci invidia, facilita l’abitudine a mangiare un po’ di tutto.

Non abituarlo alle merendine

Purtroppo si affacceranno nelle vostre dispense altri cibi “speciali”, ben diversi da quelli che avete imparato a conoscere, ma altrettanto reclamizzati e al cui consumo difficilmente sfuggirete del tutto. Si tratta di tutte quelle confezioni “snack” (merendine, patatine fritte, caramelle, dolci ecc.) che presto vostro figlio imparerà a riconoscere sugli scaffali dei negozi e insistentemente chiederà. Ci rendiamo conto di quanto sia difficile negarglieli, ciononostante dobbiamo avvertirvi che, per la grande quantità di calorie che contengono e spesso per la cattiva qualità dei loro ingredienti (molti grassi di provenienza spesso ignota), essi sono da sconsigliare.Nell’impossibilità di vietarne l’uso categoricamente (troppo piccolo è il nostro manuale paragonato alla forza della pubblicità e delle abitudini di massa) ci limitiamo a darvi una sola raccomandazione: date a vostro figlio solo ed esclusivamente i 4 pasti consigliati (colazione, pranzo, merenda e cena) e non abituatelo a fare spuntini extra.

COLAZIONE

Caffellatte e biscotti – Latte intero fresco 150 gr, acqua con caffè d’orzo solubile 50 gr, biscotti comuni da colazione 60 gr 6 biscotti.

Frullato di yogurt e frutta – Yogurt di latte intero 1, pera 200 gr 1 frutto, biscotti comuni da colazione 60 gr (6 biscotti), miele 5 gr 1 cucchiaino.

Pane burro e marmellata, cioccolato – Latte intero fresco 150 gr, acqua 50 gr, zucchero 5 gr 1 cucchiaino,cacao Amaro 5 g. 1 cucchiaino, pane casereccio 50 gr 1 fettina, burro 10 gr 2 cucchiaini, marmellata di frutta 15 gr 3 cucchiaini.

Crema al cioccolato – Latte intero fresco 150 gr, farina 00 10 gr 1 cucchiaio colmo, zucchero 35 gr (7 cucchiaini),uovo fresco 1 tuorlo, cacao Amaro 5 gr (1 cucchiaino).  Dopo aver preparato la crema disporre in due tazze 8 biscotti da colazione (4 per tazza) bagnati di acqua con caffè d’orzo e poco zucchero; versate la crema metà in una tazza e metà nell’altra e lasciare raffreddare in frigorifero. Ciascuna tazza di crema vale per una colazione.

PRANZO

Pennette alla carbonara – Pasta (mezze penne) 30 gr , mentre la pasta cuoce sbattere in un piatto ½ uovo; a parte tagliate a pezzettini del prosciutto crudo 10 gr e farlo leggermente rosolare in olio extra vergine 5 gr (1/2 cucchiaio); quando la pasta è cotta mescolare insieme la pasta calda, l’uovo e il prosciutto. – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Pasta al pomodoro – lessare della pastina 30 gr, condire con sugo di pomodoro preparato facendo concentrare a fuoco lento due pomodori passati a cui avete aggiunto un pizzico di sale e una foglia di basilico e a fine cottura olio extravergine 5 gr (1/2 cucchiaio) e parmigiano reggiano 5 gr (1 cucchiaino colmo) – Sogliola alla mugnaia con patate lesse – cuocere in olio extra vergine di oliva 10 gr (1 cucchiaio) sogliola infarinata 40 gr condire con qualche goccia di succo di limone, patate lesse 30 gr, pane casereccio 20 gr (½ fettina) – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Pastina in brodo – cuocere in brodo di carne 200 gr della pastina 20 gr, condire con Parmigiano Reggiano 5 gr (1 cucchiaino colmo) – Polpette di vitellone – tritare la carne di vitellone usata per preparare il brodo 30 gr, mescolare con patate lesse schiacciate o passate 20 gr, unire un po’ di uovo e insaporire con prezzemolo tritato, impastare il tutto in forma di piccole polpette schiacciate che ricoprirete di pane grattato, scaldare in un tegamino dell’olio extravergine 10 gr (1 cucchiaio), passare le polpettine nell’olio caldo per qualche minuto fino a farle dorare, guarnire con zucchine e carote lessate nel brodo 30 gr, pane casereccio 20 gr (½ fettina) – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Agnello con riso pilaff – lessare il riso 30 gr, cuocere in una casseruola con olio extravergine di oliva 15 gr (1 cucchiaio e ½) della carne magra di agnello tagliata a piccoli pezzi 30 gr, quando la carne è ben rosolata aggiungere del pomodoro passato 1 cucchiaio e far ritirare l’acqua del pomodoro unire la carne con il suo sugo al riso – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Pasta al burro e parmigiano – pasta 30gr condita col burro 5 gr 1(cucchiaino) e Parmigiano Reggiano 5 gr (1cucchiaino colmo) – Merluzzo lesso con piselli – lessate del merluzzo 40 gr, condite con olio extravergine 10 gr (1 cucchiaio), piselli lessi 40 gr, pane casereccio 20 gr (½ fettina) – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Riso al pomodoro – lessare del riso 30gr e condire con sugo di pomodoro (vedi sopra), olio extravergine 5 g (1/2 cucchiaio) e Parmigiano Reggiano 5 gr1(cucchiaino colmo), – Prosciutto cotto e fagiolini – prosciutto cotto a pezzettini 30 gr, fagiolini lessi 20 gr conditi con olio extravergine 5 gr1(/2 cucchiaio), pane casereccio 20 gr. (½ fettina) – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Risotto – scaldare in una casseruola olio extravergine 10 gr (1 cucchiaio), aggiungervi poca cipolla tritata finemente e cuocere a fuoco moderato quando la cipolla si è consumata aggiungere il riso 30 gr e far assorbire l’olio nel riso, aggiungere gradualmente brodo caldo o acqua fino a cottura del riso, condire con Parmigiano Reggiano 5 gr (1 cucchiaino colmo) Spezzatino con patate – scaldare dell’olio extravergine 10 gr (1 cucchiaio) e aggiungervi un po’ di cipolla e di carota tritate quando le verdure sono cotte aggiungere la carne di vitellone tagliata a pezzettini molto piccoli 30 gr, e della purea di pomodoro, cuocere a fuoco lento aggiungendo eventualmente acqua, lessare delle patate 30 gr e aggiungerle alla carne con il sugo, Pane casereccio 20 gr (½ fettina) – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Frittata di spinaci – lessare degli spinaci 200 gr strizzarli e tritarli con il coltello sbattere 1 uovo intero con Parmigiano grattato 5 gr (1 cucchiaino colmo), scaldare in padella olio extravergine di oliva 15 gr (1 cucchiaio e ½),aggiungere gli spinaci tritati e cuocerli nell’olio fino ad asciugare l’acqua che contengono, quindi aggiungere il composto di uovo e parmigiano Pane casereccio 20 gr ½ fettina Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Riso all’olio – lessare del riso 30gr, condire con olio extravergine 5 gr (1/2 cucchiaio), Parmigiano Reggiano 5 gr (1cucchiaino colmo) – Trote con carote – cuocere in olio extravergine 5 gr (1/2 cucchiaio) trota infarinata 40 gr,insaporire con qualche goccia di succo di limone, tagliare a fili sottili 1 carota condire con olio extravergine 5 gr (1/2 cucchiaio) Pane casereccio 20 gr (½ fettina) – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Pasta aglio olio e verdura – pasta 30 gr, soffriggere in olio extra vergine 5 gr (1/2 cucchiaio) un po’ d’aglio e pezzetti di zucchina o asparagi lessi – Pollo arrosto con spinaci – disossare una coscia di pollo 30 gr arrostito in forno con olio extravergine, spinaci lessi 50 gr conditi con olio extravergine 5 gr (1 cucchiaino) Pane casereccio 20 gr ½ fettina – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Riso con panna e mais – riso cotto al dente 30 gr ripassato in un pentolino con panna liquida (1 cucchiaio), mais (1 cucchiaio), burro 5 gr (1 cucchiaino) – Merluzzo con patate – lessate del merluzzo 40 gr, condite con olio extravergine 5 gr (1 cucchiaino), patate lesse 30 gr condite con olio extravergine 5 gr (1 cucchiaino) – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Pasta al pomodoro – pasta 30gr sugo di pomodoro (vedi sopra), olio extravergine 5 gr (1cucchiaino), Parmigiano Reggiano 5 gr (1cucchiaino) colmo) – Coniglio in umido con punte di asparagi – fate soffriggere uno spicchio di aglio schiacciato in olio extravergine 10 gr (1 cucchiaio) aggiungere il coniglio tagliato in piccoli pezzetti 30 gr, quando la carne è rosolata aggiungete un po’ di pomodoro passato e completate la cottura, a cottura ultimata bagnate con qualche goccia di succo di limone e fate evaporare, punte di asparagi lesse 50gr condite con olio extravergine 5 gr (1 cucchiaino), Pane casereccio 20 gr ½ fettina – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Pasta al gratin – lessare della pastina 30 gr, preparare a parte una besciamella con burro 10 gr (1 cucchiaio), farina 00 20 gr (1 cucchiaio e ½) e latte intero quanto basta, mescolare il tutto e metterlo in una piccola teglia da forno aggiungendo in superficie del parmigiano 10 gr (2 cucchiaini colmi), un po’ di noce moscata e del pane grattato (1 cucchiaino). Gratinare in forno – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

______________________________________________________

MERENDA

Gelato di crema, fior di latte o altri gusti (100 gr)

Pizza rossa pizza col pomodoro (100 gr)

Pane e nutella pane casereccio 50 gr (1 fettina) crema di cacao e nocciole 20 gr  (4 cucchiaini)

Pane e pomodoro pane casereccio 50 gr (1 fettina) pomodoro 20 gr (1 pomodoro piccolo), olio extra vergine  10 gr (1 cucchiaio) un pizzico di sale e un pizzico di origano

CENA

Pastina ai tre formaggi – pasta 30 gr, fondere insieme in un tegamino olio extravergine 10 gr (1 cucchiaio), formaggio Emmentha 10 gr, fontina 10 gr, parmigiano grattato 10 gr (2 cucchiaini colmi) mescolare la pasta e i formaggi sul fuoco – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Pasta e piselli – lessare con poca cipolla dei piselli 100 gr, nel brodo dei piselli cuocere della pastina 25 gr, condire con olio extra vergine 15 gr (1 cucchiaino e ½) – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Crema di carciofi – Lessare dei carciofi 100 gr. e passarli o frullarli, in una casseruola fondere burro 15 gr (3 cucchiaini) aggiungervi farina 00 10 gr. (1 cucchiaio raso) e la purea di carciofi, quando il composto è ben amalgamato aggiungere gradualmente latte intero 180 gr. e acqua di cottura dei carciofi fino a raggiungere la densità di una crema, condire con noce moscata grattata e parmigiano 5 gr – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Minestrone e formaggio – lessare le verdure di stagione, secondo il vostro gusto fra cui patate 100gr, carote 50 gr, fagioli freschi 10gr, passare il tutto con un po’ d’acqua di cottura e cuocervi dentro pastina 20 gr, condire con olio extravergine 10gr. (1 cucchiaino) – stracchino a pezzettini 50gr – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Gratin di patate – lessare le patate 100 gr e spezzarle in piccoli pezzi, in una teglia unta di burro mettere con le patate olio extravergine 10 gr, mozzarella tagliata a dadini 50 gr, spolverare di pan grattato e noce moscata, gratinare in forno – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Crema di spinaci – preparare una crema nello stesso modo descritto per la crema di carciofi con spinaci 200 gr ,burro 15 gr, latte intero 180 gr, farina 00 10 gr, parmigiano 5 gr (1 cucchiaio colmo) noce moscata – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Pasta e fagioli – lessare dei fagioli freschi 80gr con poca cipolla, pomodoro e sedano, cuocere con il brodo di cottura dei fagioli della pastina 25 gr, condire con olio extra vergine 15 gr (1 cucchiaino e ½) e qualche goccia di succo di limone – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Gnocchi alla romana cuocere in latte 100 gr e acqua della semola di grano (semolino) 25 gr fino ad ottenere un semolino sodo che metterete in una piccola teglia da forno e coprirete di parmigiano 10 gr e condirete con 2 cucchiaini colmi olio extra vergine, cuocere in forno fino ad ottenere una sottile crosta croccante – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Riso e Lenticchie – Peso dei legumi secchi 30 gr, lessare delle lenticchie con uno spicchio d’aglio, un pomodoro e una costola di sedano, aggiungervi del riso cotto a parte 25 gr. mescolare alle lenticchie e al loro brodo condire con olio extravergine 15 gr. (1 cucchiaino e 1/2 ) – Frutta di stagione 100 gr. ½ frutto

Pastina con la ricotta – Pastina 40 gr, ricotta 80 gr, zucchero 5 gr. (1 cucchiaino), poca acqua di cottura della pasta – Frutta di stagione 100 gr ½ frutto

Sempre raffreddato: come mai?

Moccioso è sinonimo di bambino; perché? Perché i bambini hanno spesso un po’ di mocciolo che cola giù per il naso, e insieme al mocciolo c’è a volte del catarro e spesso anche tosse. URTI si direbbe in inglese, una strana sigla, un po’ come UFO. Infatti si tratta delle lettere iniziali di 4 parole inglesi (Upper Respiratory Tract Infections) in italiano “Infezioni delle Vie Respiratorie Superiori”. Si tratta semplicemente di un modo di chiamare con una sigla medica quelle piccole malattie, come il mal di gola e il raffreddore, che sono così comuni fra i bambini. Infatti l’apparato respiratorio che, dal naso ai polmoni, può essere paragonato ad un albero (si chiama infatti anche “albero respiratorio”) avendo un tronco (che nasce dal naso e dalla bocca), che si divide in rami (i bronchi) e termina in un’infinità di foglie (gli “alveoli polmonari” dove l’aria e il sangue vengono in contatto), un albero rovesciato quindi, che inizia in alto e ha le foglie in basso, può essere colpito da mille malattie piccole e grandi.

C’è però una regola: più questi problemi interessano il tronco, la parte alta dell’albero rovesciato, e meno sono pericolose. Ecco che il termine “infezioni del tratto respiratorio superiore” riunisce tutte le malattie “minori”, le meno pericolose. Per quanto questi problemi siano di scarsa importanza, essi sono però molto comuni nei bambini dell’età di vostro figlio. Come mai i bambini piccoli sono dei “mocciosi”? Il motivo è molto semplice: a questa età gli anticorpi a disposizione sono pochi e molte sono le occasioni di incontrare dei microrganismi (virus soprattutto) capaci di dare piccole infezioni. E così il bambino impara a difendersi… ammalandosi. Ogni raffreddore, ogni colpo di tosse, ogni mocciolo che cola giù dal naso significa un po’ di anticorpi in più che si accumula nell’organismo, fino a costituire un cospicuo “patrimonio” che ci mette al sicuro da eventuali, piccoli URTI.

Incidenti: un rischio da evitare.

Un bambino che si muove da solo (gattonando prima e camminando dopo) è un bambino curioso, un piccolo esploratore alla scoperta del mondo. E perciò corre qualche rischio.

Vediamo di che si tratta.

In casa

Seggioloni e seggioline: se il bambino non é legato può cercare di scendere e quindi potrebbe cascare.

Letti e lettini: le spondine, che ci sembrano tanto rassicuranti, possono essere invece pericolose, il bambino potrebbe cercare di scendere dal letto scavalcandole e battendo così… una sonora “capocciata” sul pavimento. Forse é meglio lasciarle almeno in parte abbassate; meglio ancora preparargli un letto molto basso, magari con dei cuscini o un tappeto che lo riparino da eventuali cadute durante il sonno (per la verità piuttosto rare).

Poi ci sono le scale, le sedie e i tavoli dove cercherà prima o poi di arrampicarsi.

La cucina, con le sue pentole bollenti e i suoi apparecchi elettrici e a gas, il posto più frequentato della casa, è anche probabilmente il più pericoloso. Mettete le pentole piene di acqua o di minestra sui fuochi posteriori del piano di cottura, spostate coltelli e forbici in posti inaccessibili ai bambini.

In bagno, attenti ai rubinetti dell`acqua calda: se sono facilmente maneggiabili possono essere aperti all’improvviso e, se l’acqua è bollente, ci si può facilmente ustionare. Un consiglio: tenete basso il termostato dello scaldabagno.

Le prese: inculcategli un “sacro terrore” delle prese della corrente, di tutti gli apparecchi elettrici e delle manopole della cucina a gas. Meglio avere in casa un buon “salvavita” (che peraltro ormai è obbligatorio).

Riponeteli detersivi e prodotti chimici in luoghi sicuri, in alto o chiusi a chiave e ricordatevi di non conservare mai sostanze pericolose (varechina, acidi ecc.) in bottiglie di coca cola, aranciata o altre bevande e di non tenerle in frigorifero: sbagliarsi, per un bambino è facilissimo. La stessa cosa vale per le medicine che spesso si presentano in forma colorata e molto attraente, tanto da essere scambiate per caramelline o bevande dolci.

Anche i giocattoli possono provocare incidenti: quello che conta è soprattutto la dimensione dei pezzi di ciascun giocattolo, che deve essere tale da non consentire al bambino di inghiottirli o di aspirarli: anche le caramelle dovrebbero essere bandite almeno fino a tre anni.

Infine attenti alle automobili. Già sapete come trasportare il bambino (la legge detta regole precise); crescendo il bambino potrebbe rifiutare il seggiolino, da cui si sente oppresso e che nei lunghi viaggi può limitare i suoi movimenti. Ora ormai è abbastanza grande perché possiate spiegategli con pazienza l’importanza di queste regole, ma soprattutto dargli il buon esempio allacciando la vostra cintura di sicurezza. E a passeggio, la mano nella mano del papà o della mamma é assolutamente obbligatoria.

Autosvezzamento: 22 domande e risposte sull’alimentazione complementare

Autosvezzamento o Alimentazione complementare a richiesta
Tratto dal documento “Il punto di vista dell’Associazione Culturale Pediatri sull’alimentazione complementare” – dicembre 2017

1 – Che cos’è l’autosvezzamento o alimentazione complementare a richiesta?
È l’introduzione di cibo solido o semiliquido nell’alimentazione del lattante fino ad allora fatta esclusivamente di latte.
Di solito si procede intorno ai 6 mesi di vita perché la maggior parte dei bambini è pronta intorno a quell’età
Attorno ai 6 mesi di età, a volte prima, a volte più tardi, il tuo bambino inizierà a mostrare i segni di essere pronto a introdurre nella sua dieta alimenti diversi dal latte. Il latte, però, rimarrà l’alimento principale, poi gli altri aumenteranno e il latte diminuirà progressivamente. Il passaggio da una dieta di solo latte a una “da adulto” sarà un processo rispettoso dei tempi di ciascun bambino. (All’inizio si parlerà di 95% latte e 5% altri alimenti;)

2 – Cosa sono gli alimenti complementari?
Tutto ciò che non è latte materno o artificiale, inclusi tè, tisane e altre bevande, non solo cibi strettamente solidi. Se dai qualcosa che non sia latte, hai iniziato a tutti gli effetti con l’alimentazione complementare.

3 – Perché “a richiesta”?
Perché lo spunto deve venire dal bambino. Quando mostra interesse per il cibo o lo richiede attivamente, e mostra altri segni di adeguato sviluppo neuromotorio è pronto per mangiare qualcosa che non sia latte. Di solito questo succede verso i 6 mesi, ma potrebbe essere un po’ prima o un po’ dopo.
L’importante è che il bambino sieda a tavola con i genitori, in modo che questi possano cogliere i segnali del suo interesse per il cibo.

4 – Come faccio a vedere che il bambino è pronto?
Il bambino deve:
– aver perso il riflesso di estrusione della lingua (quello che gliela fa tirare fuori se si stimolano le labbra);
– essere in grado di stare seduto;
– avere adeguata coordinazione occhi-mano-bocca.
Non tutti questi segni compaiono in contemporanea né in quest’ordine

5 – Ah, ho capito, allora comincio a dare la pappa dopo i sei mesi?
Le date sono indicative, nel caso dei bambini bisogna semplicemente osservarli.
L’ autosvezzamento o alimentazione complementare favorisce sin da subito la condivisione del pasto tra bambino e genitori, ma se in qualche caso doveste scegliere la pappa tradizionale, fatela con cibi preferibilmente preparati in casa, carni e pesci freschi, evitando, quando possibile, i cibi precotti del commercio.
Infatti, contrariamente a quello che la pubblicità ci dice, il cibo liofilizzato, omogeneizzato e precotto non è migliore del cibo fresco: al di la di costi più alti, nessuno dice quale taglio di carne, o quale parte del bestiame finisce nel liofilizzato o nell’omogeneizzato e che qualsiasi cibo, soprattutto frutta e verdura, perde con la cottura e la conservazione parte delle sue qualità organolettiche e nutrizionali (vitamine e fibre).
Questi cibi inoltre possono contenere conservanti ed avere sapori a volte irreali, a cui i bambini si abituano rapidamente, salvo poi rifiutare i cibi freschi.

6 – Condividere il pasto dei genitori? Com’è possibile?
È sufficiente che i genitori seguano una dieta sana e varia. Non c’è bisogno di diventare dei salutisti o di spendere chissà cosa, basta seguire la piramide alimentare.

7 – Ma come, non è possibile dare ai bambini piccoli i cibi per grandi!
Se la famiglia ha un’alimentazione variata, non c’è motivo di immaginare una distinzione tra cibo per grandi e cibo per piccoli. Non ci sono ragioni fisiologiche per ritenere che un cibo vada bene a 10 mesi e non a 6, o a 3 anni piuttosto che a 8 mesi: l’apparato digerente di un bambino di 6 mesi non è diverso da quello di un bambino di 1 anno o più.
Ovviamente si metterà pochissimo sale.
Da prima del concepimento, durante la gravidanza e durante l’allattamento quello che mangia la madre influenza il benessere del figlio. Il buon cibo è cruciale per la salute, il piacere e il benessere di tutti, sempre, a qualsiasi età.
C’è un’altra cosa importante: al bambino che comincia ad assaggiare il cibo dei grandi deve essere consentito di mangiare come i grandi: da solo!

8 – E come fa un bambino di sei mesi a mangiare da solo?
Basta lavargli le manine, mettergli davanti un piattino e mettere nel piattino dei pezzetti di cibo, che lui stesso possa afferrare con le mani e portare alla bocca. Ci si adatterà alle esigenze di masticazione e deglutizione dei bambini per decidere le dimensioni dei pezzetti (in alcuni casi si può decidere di frullare) e naturalmente lo aiuteremo anche noi con un cucchiaino, incoraggiandolo sempre più a fare da solo.

9 – Non mi direte che posso dare a un bambino di 6 mesi la carbonara o la parmigiana!
Le quantità di alimenti ingeriti durante le prime settimane di alimentazione complementare sono piccole, se il cibo offerto non andasse bene il bambino lo rifiuterebbe. Quello che conta è il quadro generale, cioè la dieta della famiglia e l’educazione alimentare che ne consegue e che impartiamo ogni giorno ai nostri figli.

10 – Ma la caponata e la famosa… impepata di cozze?
Questi sono gli argomenti di chi è spaventato da questa novità e immagina che a 6 mesi il bambino mangerà piattoni di carbonara o di penne all’arrabbiata. La realtà è che il bambino vorrà provare più cose possibile e imitare i genitori in quello che fanno; e noi vogliamo promuovere questo comportamento. Non importa il piatto: è più importante che il bambino provi, anche con piccoli assaggi, se vorrà farlo, il numero maggiore di consistenze e sapori per cominciare a sperimentare con il cibo.

11 – Come fa un bambino di 6 mesi a mangiare le nostre cose se non ha i denti e non sa masticare?
Le gengive sono sufficientemente forti da gestire cose come verdure cotte, pasta, pezzetti di carne ecc. Poi, mano a mano che cresceranno i denti, il bambino si abituerà a usarli. Durante questa fase i bambini imparano a conoscere non solo i vari sapori, ma anche le consistenze diverse. Se frulliamo tutto, una carota bollita ha la stessa consistenza di una fettina di carne o di un pezzo di pane.

12 – E se si strozza?
Nei bambini piccoli è molto forte il “riflesso faringeo”, che allo stimolo del palato molle o della parte posteriore della lingua provoca un conato impedendo a corpi estranei di penetrare in gola. Un bambino che accenna un conato di vomito perché sta sperimentando con il cibo non si sta strozzando; vuol dire solo che ha i riflessi a posto, se capitasse molto spesso si possono dare pezzetti più piccoli o posticipare l’introduzione di pezzetti e schiacciare il cibo.

13 – Come faccio a capire se il boccone non sarà andato di traverso?
Molti bambini fanno dei conati mentre imparano a regolare la quantità di latte o cibo solido che deglutiscono.
C’è una grande differenza tra conati di vomito e episodi di soffocamento: imparare a riconoscere la differenza renderà i pasti più rilassati. Il conato chiude automaticamente la gola e spinge la lingua verso la parte anteriore della bocca. È un riflesso che abbiamo tutta la vita. Il bambino può avere dei conati quando viene introdotto per la prima volta al cibo solido, mentre impara a regolare la quantità di cibo che riesce a masticare e deglutire in una sola volta.
Un bambino che ha conati, di norma risolverà il problema da sé rapidamente e questa sarà solo una fase temporanea.
Segni distintivi dei conati:
– gli occhi lacrimano;
– la lingua è spinta in avanti o fuori dalla bocca;
– il bambino fa un movimento come per vomitare, per provare a spostare il cibo in avanti; è anche possibile che vomiti.
Segni distintivi del soffocamento:
– il bambino tossisce o sussulta mentre prova a respirare e a eliminare l’ostruzione;
– il bambino non emette suono;
– il bambino emette una specie di squittio sottovoce per comunicare che è in difficoltà.

14 – Se non dò le pappe, come faccio a sostituire la poppata dell’ora di pranzo con un pasto?
Se gli offrite in un suo piattino il cibo da consumare insieme alla famiglia, il bambino assaggerà un po’ di cibo alla volta e, nell’arco di 2/3 settimane, di solito mangerà a sufficienza per sostituire un pasto, gli altri pasti rimarranno di latte.
Giorno dopo giorno, con rispetto delle necessità, dello sviluppo e dei tempi del bambino, il cibo entrerà a far parte della sua vita e della sua normalità. In questo modo cercheremo di assecondare un processo evolutivo naturale.
Sostituire un pasto di latte con qualcosa di diverso di punto in bianco può risultare una forzatura che il bambino potrebbe rifiutare.
Nell’alimentazione complementare a richiesta il bambino mangia quello che desidera secondo i suoi tempi.
Intanto continuerà l’alimentazione lattea.

15 – E come facciamo a seguire il bambino in questo sviluppo che va dal mangiare solo latte al mangiare “come i grandi”?
Facendogli condividere i pasti dei genitori. Basta metterlo a tavola quando si pranza e si cena, a seconda delle necessità della famiglia, dandogli la possibilità di partecipare, se lo richiede. Per curiosità e, di certo, per spirito d’imitazione, comincerà prima o poi a fare come voi.

16 – Lo metto a tavola, ma come faccio a sapere quando vuole qualcosa da mangiare e soprattutto quanto ne vuole?
Si può preparare un suo piattino con il cibo della famiglia in piccola quantità. Sarà il bambino a farci capire se vuole mangiare un po’ di più o meno e, quando non ne vorrà più, smetterà di mangiare o comincerà a giocare e a fare qualcos’altro.

17 – E se invece non mostra interesse?
Vuol dire che per lui non è arrivato ancora il momento giusto. Ma se si continua a metterlo a tavola quando sarà il momento inizierà spontaneamente a fare i primi bocconi.
Una cosa è certa, cominciano tutti:( non si è mai visto un bambino grande o un adulto che mangi solo latte), quindi è semplicemente questione di attendere che il bambino sia pronto

18 – Ci sono degli alimenti da evitare?
Basta usare il buon senso. Confetti, caramelle, noccioline, acini d’uva, olive intere e così via sono alimenti potenzialmente a rischio perché possono bloccare le vie respiratorie. Caramelle e confetti sono cose da evitare: per il resto basta ricordarsi di rompere tutto in pezzetti più o meno piccoli.

19 – Se penso che mio figlio sia a rischio di allergie, non dovrei introdurre gli alimenti uno alla volta a distanza di tempo l’uno dall’altro?
A che pro? Gli alimenti sospetti più importanti sono pochi: quasi sempre solo uova e latte di mucca; più raramente pomodoro, pesci, crostacei e molluschi, glutine, semi e frutta a guscio, soia, sedano, lupini. Alcuni di questi alimenti compaiono raramente sulle nostre tavole e poi, soprattutto, nessuno è allergico fino a prova contraria! Perciò questi alimenti possono essere introdotti tutti e subito.
Solo in caso di sospetta reazione allergica va consultato il pediatra.

20 – Perché vorremmo evitare la parola (non dobbiamo più parlare di) “svezzamento”?
Svezzamento significa” togliere il “vezzo”, cioè il vizio. Ma l’alimentazione al seno non è un vezzo.
Espressioni quali “quando hai cominciato lo svezzamento?”, “ho cominciato lo svezzamento facendo…”, “il dottore ha svezzato mio figlio quando…”, “è ora di svezzare mio figlio!”, sono molto comuni e hanno tutte in comune un aspetto: è l’adulto (genitore o pediatra) che agisce, mentre il bambino… subisce.
L’alimentazione complementare si chiama anche autosvezzamento perché è il bambino che agisce, mentre l’adulto lo asseconda.

21 – Sembra facile, quasi troppo facile e troppo bello per essere vero!
L’autosvezzamento assomiglia molto al metodo che il bambino usa per imparare a parlare: impara le parole ascoltando quello che noi diciamo e, quando è pronto a dirle, lo farà. Se a casa sente parolacce, imparerà anche quelle. Così anche per il cibo: se a casa si segue una dieta sana e variata e a tavola c’è un’atmosfera serena, il bambino non potrà che assorbire tutto ciò.

22 – Ma allora problemi non ce ne saranno?
Bisogna solo non avere fretta: il bambino potrebbe impiegare settimane (o mesi) a passare da solo latte ad una dieta metà latte e metà altri cibi.
Se ci fossero difficoltà le affronteremo col bambino e potremo sempre confrontarci col nostro pediatra
Poi c’è l’inevitabile disordine: cibo in terra, piatti rovesciati, manine sporche e viso imbrattato: ma queste sono cose di tutti i giorni con un bimbo piccolo.

 

Parliamo di vaccinazioni

Fino a non molti anni fa le malattie infettive costituivano un pericolo per la salute e talvolta persino per la vita dei bambini. Ancora alla fine degli anni ‘50 del secolo scorso, prima che fosse resa obbligatoria la vaccinazione contro la poliomielite, questa malattia faceva in Italia molte vittime e tuttora è possibile vedere uomini e donne che ne portano i segni.

Oggi le malattie infettive non sono più un problema: le più pericolose, come il vaiolo, sono completamente sparite e si può facilmente limitare la diffusione anche delle altre, grazie alle vaccinazioni di massa.

Come agisce il vaccino
La vaccinazione consiste nel “contagiare” l’organismo con gli stessi microbi che provocano la malattia o con sostanze da essi derivate, dopo averne eliminato però gli effetti pericolosi. Così chi viene vaccinato, pur senza avere sintomi, acquista l’immunità, perciò non potrà ammalarsi della malattia contro la quale ha ricevuto il vaccino, esattamente come chi abbia già contratto la malattia stessa.

Le vaccinazioni per l’infanzia
Le vaccinazioni disponibili oggi per i bambini sono tante, alcune più “antiche” (polio, difterite, tetano), altre nuove o nuovissime.

  • La vaccinazione antipoliomielitica (chiamata brevemente “antipolio”) viene somministrata in 5 dosi distanziate nel tempo, generalmente accoppiate ad altri vaccini; si inizia a 2 mesi.
  • La vaccinazione antidifterica inizia a 2 mesi come l’antipolio e viene somministrata 5 volte fino all’età di 14 anni. La vaccinazione antitetanica segue il calendario dell’antidifterica (5 dosi fino a 12-18 anni).
  • La vaccinazione antitetanica inizia a 2 mesi come le due precedenti, e segue lo stesso calendario: 5 volte fino all’età di 12-18  anni.
  • La vaccinazione antipertosse immunizza contro la tosse convulsa, una malattia infettiva molto comune fino a pochi anni fa, pericolosa per i bambini piccoli e molto fastidiosa per quelli più grandi, attualmente si fa 5 volte da 2 mesi a 12-18 anni insieme agli altri vaccini, le vaccinazioni antipertosse che si somministrano dai 5 anni in poi sono in genere accoppiate a quelle antidifteriche e antitetaniche. È buona regola continuare a somministrare almeno un’antidifterica-antitetanica- antipertosse ogni 10 anni per tutta la vita, perché il bacillo del tetano è ancora molto diffuso e perciò è sempre possibile contagiarsi e anche la difterite e la pertosse non sono ancora state eliminate del tutto.
  • La vaccinazione antiepatite B immunizza contro una infezione che colpisce il fegato e che si contrae generalmente attraverso l’introduzione del virus direttamente nel sangue (con aghi, siringhe o strumenti infetti) o con i rapporti sessuali. Anche questa vaccinazione viene accoppiata alle altre nel primo anno di vita; le dosi previste sono 3, da 2 mesi a 1 anno.
  • La vaccinazione Emofilo B si somministra, sempre accoppiata agli altri vaccini, in 3 dosi a partire da 2 mesi fino a 1 anno, ma si può anche fare in una dose unica dopo il compimento di 1 anno. Questa vaccinazione protegge, oltre che dalla meningite da Emofilo b, anche da altre rare malattie provocate da questo germe, come l’epiglottite. I vaccini antipolio, antidifterica, antitetanica, antipertosse, antiepatite B e e antiemofilo B sono contenuti in un’unica iniezione che viene perciò chiamata “esavalente”.
  • La vaccinazione antipneumococco protegge contro le meningiti da pneumococco, le polmoniti e le otiti causate dallo stesso germe (che sono però solo una parte di tutte le polmoniti e le otiti); si comincia a 2 mesi, si somministra in 3 dosi e si completa entro i 12 mesi.
  • La vaccinazione antimeningococco tipo C si somministra in 2 dosi: la prima a 13 mesi e la seconda a 12-18 anni; questa seconda dose è fatta con un vaccino contenente, oltre agli antigeni del meningococco C, anche quelli dei meningococchi A, W e Y. Protegge contro le meningiti da meningococco di tipo C, frequente fra i bambini e i giovani adulti.
  • La vaccinazione antimeningococco tipo B si somministra in 4 dosi: la prima a 2 mesi e mezzo e l’ultima a 15 mesi. Protegge contro le meningiti da meningococco B, frequenti nei bambini di età inferiore a un anno.
  • La vaccinazione antimorbillo, antiparotite, antirosolia e antivaricella viene somministrata in un’unica iniezione a 12 mesi; è previsto un richiamo a 6 anni.
  • La vaccinazione antipapillomavirus (HPV) si somministra in 2 o 3 dosi dopo il compimento di 11 anni; previene le infezioni genitali che possono, con gli anni, degenerare in tumori del collo dell’utero.
  • La vaccinazione antirotavirus previene una forma di gastroenterite; si può somministrare a qualsiasi età dopo il compimento di 6 settimane, in 2 o 3 dosi a seconda del prodotto adoperato.

Effetti collaterali delle vaccinazioni
I vaccini che usiamo oggi sono estremamente sicuri e quasi del tutto privi di effetti collaterali, tuttavia qualche piccolo inconveniente si può sempre verificare. Alcune vaccinazioni possono dare nella stessa giornata o nei giorni successivi un po’ di febbre, oppure gonfiore e dolore nella sede dell’iniezione (che generalmente è la faccia anteriore della coscia), o anche sonnolenza e inquietudine. Altre vaccinazioni, soprattutto quella antimorbillo-antiparotite–antirosolia-antivaricella, possono dare febbre, macchioline rosse o ingrandimento dei linfonodi nei giorni successivi all’iniezione.
Tutte le reazioni da vaccini sono innocue e durano poco. Non è indispensabile somministrare farmaci in caso di reazioni da vaccino, ma se la febbre é particolarmente fastidiosa, il bambino è inquieto, oppure il dolore nella sede dell’iniezione é forte, si può dare il Paracetamolo (gocce, sciroppo o supposte secondo le dosi suggerite dal vostro pediatra); ripetete la somministrazione se il disturbo persiste.

I bambini vaccinati non sono contagiosi.

Clicca qui sotto per vedere il calendario vaccinale approvato dal Governo italiano nel 2017

calendario vaccinale

 

 

 

Un bambino di poche settimane non fa la cacca: che fare?

Generalmente non si parla di queste cose, non è elegante. Le feci si nascondono, si depositano chiudendosi a chiave in un luogo riservato, e si fanno velocemente sparire in un buco nero che immette in un circuito nascosto che le riporterà a far parte della natura.

Ma se la cacca è lì, sotto i nostro occhi, spiaccicata su un pannolino che ci tocca cambiare più volte al giorno, come fare a non osservarla con attenzione? E poi i neonati ne fanno davvero tanta, e molto più spesso degli adulti. E allora si dedica a questo argomento un’attenzione a volte un po’ esagerata.

Intendiamoci: un neonato fa poche, pochissime cose (dorme, si sveglia, mangia e poi… fa pipì e cacca), perciò questa è una delle funzioni principali del suo organismo, e ha una sua importanza. Non dimentichiamo che nelle prime settimane di vita i bambini assumono ogni giorno una quantità di cibo pari più o meno al 16% del loro peso corporeo; come se un adulto normale ingurgitasse 11 Kg di cibo al giorno.  Tanta pappa, tanta cacca.

se tutto non tutto funziona come dovrebbe ci può essere qualche fastidio o addirittura qualche problema. Soprattutto se questa cacca è troppa, troppo liquida e mescolata con catarro e sangue: in questo caso potrebbe trattarsi di un’infezione intestinale, un fatto ormai rarissimo nei neonati, grazie alle eccellenti condizioni igieniche in cui vengono allevati dalle nostre parti, però frequente e grave nei paesi poveri.

Capita spesso invece il fenomeno opposto: un neonato che fino al giorno prima aveva gratificato la sua mamma facendo la cacca ad ogni poppata, all’improvviso smette e passa anche qualche giorno senza farla. Allarme rosso.

Che facciamo?

Quanto tempo potrà resistere?

Gli farà male?

Smetterà di mangiare?

Niente paura: si tratta semplicemente di una transitoria immaturità dei meccanismi fisiologici che consentono l’espulsione delle feci.

La cacca si accumula nella parte finale dell’intestino nella solita, abbondante, quantità, ma il bambino o non avverte lo stimolo, oppure lo avverte, mette in atto i muscoli della pancia e cerca di spingere fuori le feci, ma non riesce a dilatare il muscolo che chiude il culetto; e così i suoi sforzi sono vani.

Come comportarsi?

Se il bambino non dimostra di essere infastidito da questo ritardo, conviene lasciarlo stare: prima o poi ne farà… una marea. Se invece spinge e si contorce, ma non riesce a farla, possiamo aiutarlo, proprio nel momento in cui sta spingendo, dilatando il culetto con una piccola supposta di glicerina, con il beccuccio di un microclima, con il tradizionale gambo di prezzemolo unto di olio, o con il più moderno “cotton fioc”. Non c’è un limite di tempo massimo: se non l’ha ancora fatta, state sicuri, prima o poi la farà. E il colore? Normalmente è giallo oro, ma può assumere tutte le sfumature che vanno dal giallo al verde bottiglia, senza che questo debba preoccuparvi più di tanto.

Allattamento al seno: ecco come si fa

Il bambino che nasce cerca subito il seno materno e vi si attacca. L’allattamento al seno è il modo migliore di alimentare un bambino nei primi mesi della sua vita perché il latte materno contiene esattamente tutto ciò di cui il bambino ha bisogno per vivere e crescere; si adatta automaticamente alle esigenze del bambino, cambiando la sua composizione dall’inizio alla fine della poppata, da una poppata all’altra nello stesso giorno e da un giorno all’altro e da una settimana all’altra; contiene cellule e anticorpi che proteggono il bambino stesso da alcune malattie che potrebbero essere pericolose, senza contare che durante l’allattamento si stabilisce fra la mamma e il bambino un intenso rapporto fisico e affettivo. Infine il latte materno è sempre pronto quando serve, si riproduce automaticamente, non bisogna scaldarlo e… non costa nulla. Non dovete temere che il vostro latte sia mancante di qualcosa, perché questo non è possibile.

Ogni bambino è diverso dagli altri: ognuno ha il suo ritmo e le sue abitudini. Non vi fissate con gli orari e con i grammi, cercate piuttosto di allattare in condizioni di massima tranquillità e di relax.

Il vostro seno produce tutto il latte che gli viene richiesto; esiste infatti un meccanismo automatico che fa in maniera che, quando il capezzolo viene succhiato, si trasmetta un messaggio ad una ghiandola situata nel cervello l’“ipofisi” che produce la “prolattina”, un ormone che a sua volta determina la produzione di nuovo latte; perciò il latte non finisce mai.

Attaccatelo a tutte e due le mammelle regolarmente ad ogni poppata; se qualche volta avete la sensazione che il latte sia diminuito, offritegli il seno più spesso, vedrete che in breve tempo il latte ritornerà. Spesso bastano pochi minuti per svuotare un seno, ma a volte, soprattutto i bambini molto piccoli, possono aver bisogno di molto tempo. Lasciate perdere perciò l’orologio e, nelle prime settimane, mettevi a disposizione del bambino, senza troppe regole e senza torturarlo con doppie pesate e controlli della crescita: questo sarà uno dei compiti del vostro pediatra.

Attenzione però: quando la produzione del latte sarà stabilizzata e il bambino avrà imparato bene a succhiare energicamente, nulla vieta, se lo volete, di cominciare a stabilire dei ritmi e degli orari. Se decidete di farlo (per comodità, per avere un po’ di tempo anche per voi, per la necessità di assentarvi da casa), fatelo tranquillamente: il bambino capirà e si adatterà.

Il seno va lavato né più né meno delle altre parti del corpo, usando poco sapone ed evitando liquidi e creme; è bene evitare di lavarlo prima e dopo la poppata. Se il capezzolo tende ad irritarsi o a screpolarsi, lasciate asciugare sulla sua superficie una goccia di latte dopo la poppata e tenetelo il più possibile scoperto.

Non è necessario che durante l’allattamento voi mangiate per due; sarà sufficiente un’alimentazione variata e un po’ più ricca di quella a cui eravate abituate prima della gravidanza; contrariamente a quanto si sente dire in giro non esiste nessun alimento che dovete evitare. Vi verrà spesso sete. Bevete pure quello che preferite. Nessun problema per chi porta gli occhiali: è stato dimostrato che allattare non danneggia assolutamente la vista. Anche per i farmaci di cui potreste avere bisogno, non ci sono molti problemi: tutti i farmaci di uso comune sono consentiti, nessun problema inoltre per anestesie locali e… tinture per i capelli.

Svezzamento: le pappe per i bambini da 8 mesi a un anno

Svezzamento: ecco le pappe “tradizionali”

 

Ci sono molti modi per alimentare un bambino dopo il compimento dei 6 mesi, l’età dello “svezzamento”.
Ci sono anche “pappe” tradizionali che possono essere preparate facilmente in casa, partendo da ingredienti acquistabili presso i supermercati e i negozi di alimentari, ma anche da alimenti “speciali” per bambini.
Queste sono alcune ricette, da preparare così come sono o da modificare secondo gusti e preferenze di ciascuna famiglia

 

PRANZO

Le minestrine sono preparate partendo da una base di brodo vegetale, oppure di brodo di manzo, di pollo o di pesce. Sia il brodo vegetale che il brodo di carne possono essere conservati in frigorifero 1 o 2 giorni.
Sarà comunque buona regola cercare, nei limiti del possibile, di alternare tutte le ricette che leggerete, sia per insegnare al bambino una relativa diversità dei sapori, che per rendere più equilibrata ed assortita la dieta.

 

Minestrina con carne
brodo di carne                                                             240 g.
carne di vitellone cotta al vapore e frullata             25 g.
pastina                                                                            25 g.    2 cucchiai rasi
formaggio Parmigiano grattato                                   5 g.    1 cucchiaino colmo
olio extravergine di oliva                                             15 g.    1 cucchiaio e 1/2

Stracciatella
brodo di pollo                                                            240 g.
uovo                                                                                            1 tuorlo
semola di grano                                                                        3 cucchiaini rasi
formaggio Parmigiano grattato                                  5 g.     1 cucchiaino colmo

Minestrina al prosciutto cotto
brodo vegetale                                                          240 g.
prosciutto cotto frullato                                            30 g.
crema di riso                                                                              6 cucchiaini rasi
olio extravergine di oliva                                           10 g.     1 cucchiaio

Minestrina di merluzzo
brodo di merluzzo                                                    240 g.
merluzzo cotto al vapore, spinato e frullato          40 g.
pastina                                                                           25 g.    2 cucchiai rasi
olio extravergine di oliva                                           20 g.    2 cucchiai

Minestrina rapida con carne
brodo di carne                                                          240 g.
omogeneizzato di manzo                                                        ½ vasetto da 80 g.
semolino                                                                                     5 cucchiaini rasi
formaggio Parmigiano grattato                                5 g.       1 cucchiaino colmo
olio extravergine di oliva                                          15 g.       1 cucchiaio e 1/2

Minestrina con pollo
brodo di pollo                                                           240 g
petto di pollo cotto al vapore e frullato                  25 g.
pastina                                                                          25 g.    2 cucchiai rasi
formaggio Parmigiano grattato                               10 g.     2 cucchiaini colmi
olio extravergine di oliva                                           15 g.     1 cucchiaio e 1/2

Minestrina rapida con carne
brodo di pollo                                                           260 g.
liofilizzato di manzo                                                                 1 vasetto
semolino                                                                                     5 cucchiai da frutta rasi
formaggio Parmigiano grattato                               10 g.      2 cucchiaini colmi
olio extravergine di oliva                                           15 g.      1 cucchiaio e 1/2

Minestrina con prosciutto crudo
brodo di carne                                                          240 g.
prosciutto crudo dolce frullato                                20 g.
crema di riso                                                                                6 cucchiaini rasi
olio extravergine di oliva                                           15 g.        1 cucchiaio e 1/2

Minestrina con agnello
brodo di pollo                                                           240 g.
carne di agnello cotta al vapore e frullata             25 g.
pastina                                                                          25 g.      2 cucchiai rasi  formaggio
formaggio Parmigiano grattato                               10 g.      2 cucchiaini colmi
olio extravergine di oliva                                           15 g.      1 cucchiaio e 1/2

Minestrina con coniglio
brodo vegetale                                                         240 g.
carne di coniglio cotta al vapore e frullata           25 g.
semola di grano                                                                        2 cucchiai e ½
formaggio Parmigiano grattato                                5 g.      1 cucchiaino colmo
olio extravergine di oliva                                          15 g.      1 cucchiaio e 1/2

Minestrina di sogliola
brodo vegetale                                                         240 g.
sogliola spinata, cotta al vapore e frullata           40 g.
semolino                                                                                     5 cucchiaini rasi
olio extravergine di oliva                                          20 g.      2 cucchiaio

Minestrina rapida con pollo
brodo vegetale                                                         240 g.
omogeneizzato di pollo                                                            ½ vasetto
crema di riso                                                                               5 cucchiaini rasi
formaggio Parmigiano grattato                               10 g.       2 cucchiaini colmi
olio extravergine di oliva                                           15 g.       1 cucchiaio e 1/2

 

MERENDA

Frullato primaverile
ciliegie snocciolate con la buccia                             30 g.       9 ciliegie medie
nespole                                                                          30 g.      2 nespole
pera                                                                                30 g.      1/4 di pera
mela                                                                                30 g.     1/4 di mela
banana                                                                           30 g.      1/3 di banana
acqua con qualche goccia di succo di limone        20 g.

Frullato estivo
albicocche                                                                     30 g.      2 albicocche
fichi                                                                                30 g.      2 fichi
prugne                                                                           30 g.      2 o 3 prugne
pesche                                                                            30 g.     1/2 pesca
banana                                                                           30 g.     1/3 di banana
acqua con qualche goccia di succo di limone        20 g.

Frullato autunnale
uva                                                                                 80 g.    10 acini
pera                                                                                30 g.    1/4 di pera
mela                                                                               30 g.    1/4 di mela
banana                                                                           50 g.    1/2 banana
acqua con qualche goccia di succo di limone        20 g.

Frullato invernale
arancia                                                                          50 g.    1/2 arancia
mandaranci                                                                  50 g.    1 mandarancio
mela                                                                               30 g.    1/4 di mela
pera                                                                                30 g.    1/4 di pera
banana                                                                          50 g.     1/2 banana
acqua con qualche goccia di succo di limone       20 g.

 

CENA

Pastina con la ricotta
pastina                                                                          25 g.     2 cucchiai rasi
acqua di cottura della pastina                                                2 o 3 cucchiai
ricotta di pecora                                                          75 g.

Gnocchi alla romana
semola di grano                                                                          2 cucchiai colmi
cotta in latte intero fresco                                         150 g.
e acqua
formaggio Parmigiano grattato                                    5 g.     1 cucchiaino colmo
burro                                                                                  5 g.     1 cucchiaino

Pasta e fagioli
fagioli freschi lessati e passati                                  100 g.     4 cucchiai
acqua di cottura dei fagioli                                        150 g.
pastina                                                                             25 g.     2 cucchiai rasi
olio extravergine di oliva                                             10 g.     1 cucchiaio

Minestrone
patate                                                                            100 g.      1/2 patata
carote                                                                               50 g.     2 carote
piselli                                                                                50 g.     2 cucchiai
sedano                                                                                            1/2 costola
spinaci                                                                                            3-4 foglie
bieta                                                                                                3-4 foglie
altre eventuali verdure di stagione o “odori”                         3-4 foglie
lessare e passare o frullare insieme a 150-200 g. dell’acqua di cottura, quindi sciogliere nel passato di verdura
formaggio Belpaese                                                       20 g.
olio extravergine di oliva                                                 5 g.      1/2 cucchiaio

Minestra di lenticchie
lenticchie secche lessate e passate                              40 g.      2 cucchiai
acqua di cottura delle lenticchie                                200 g.
riso bollito                                                                         20 g.    1 cucchiaio e 1/2
olio extravergine di oliva                                                10 g.    1 cucchiaio

Semolino al formaggio
acqua                                                                               240 g.
semolino                                                                                         5 cucchiaini rasi
fontina                                                                              40 g.

Sei mesi: ecco le prime “pappe”

Sei mesi compiuti: è arrivata l’ora X. Il momento tanto atteso delle prime pappe, il famoso “svezzamento”.
Perché un bambino accetti cibi diversi dal latte occorre che:
a) Il suo intestino sia in grado di digerirli e trasformarli in sostanze nutrienti, da sciogliere nel sangue e mandare in giro ad alimentare i vari organi e apparati.
b) La sua bocca sia in grado di sminuzzarli e mandarli giù, senza “strozzarsi”.
c) La sua mente riconosca queste nuove, strane cose come “roba da mangiare” e desideri provarle.
d) La sua muscolatura sia sufficientemente tonica da consentirgli di stare seduto, posizione indispensabile per portare alla bocca il cucchiaio.
Tutto questo avviene più o meno a sei mesi compiuti.

Si tratta prima di tutto di cambiare il rapporto madre-figlio: non più soltanto contatto fisico e piacere di succhiare, ma anche riconoscimento della mamma come “persona” in grado di proporre stimoli ed esperienze diverse, anche attraverso l’alimentazione. Poi si tratta di comporre dei pasti completi, che contengano perciò tutte le sostanze essenziali perché un bambino viva e cresca sano. Ai vecchi tempi (quelli del solo latte per intenderci) era tutto più facile: il latte è un miscuglio perfetto di proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali e acqua; ora le cose diventano un po’ più complicate perché gli esseri umani, per disporre con l’alimentazione di tutto quello di cui hanno bisogne, devono assortire e alternare molti alimenti diversi, dato che nessun alimento singolo può contenere tutte queste cose.
E allora la prima regola da seguire (per tutti, non solo per i bambini piccoli) è allargare la gamma degli alimenti alternandoli nella dieta, che deve variare spesso. Meno importante è la confezione degli alimenti stessi (preparati dall’industria alimentare o comprati freschi al mercato e cucinati in casa), purché naturalmente si tratti di cibo di qualità (ancora una volta questa regola vale per tutti). Per scendere nella pratica, vi diamo qualche suggerimento su come preparare un pasto completo, partendo, secondo le vostre preferenze, da cibi freschi o alimenti già pronti per essere dati ad un bambino di sei mesi. Intanto ecco la lista della spesa, con un’avvertenza: si tratta solo di esempi, le cose che non sono elencate in questa lista non sono affatto vietate, sono state solo “dimenticate” perché non è possibile fare un elenco di tutti gli alimenti disponibili.

Ingredienti della cucina “casalinga”
Verdure di stagione e “odori”;
Carne di vitellone;
Carne di agnello;
Petto di pollo;
Carne di coniglio;
Mele o pere o altra frutta di stagione;
Formaggio Parmigiano;
Olio extravergine di oliva;
Semolino.

Alimenti speciali per l’infanzia
Latte da svezzamento;
Liofilizzati di carne;
Crema di riso;
Semolino;
Farina lattea;
Pastina;
Omogeneizzati di carne.

Ed ecco alcune ricette per preparare la pappa: le abbiamo numerate da uno a sette, perché sia chiaro che possono essere alternate, per esempio preparando una pappa diversa per ogni giorno della settimana.

COLAZIONE

I bambini allattati al seno dovrebbero continuare a prendere ancora latte materno nella quantità che loro stessi richiedono
Le mamme che non hanno latte possono dare a colazione il latte da svezzamento (o di proseguimento) circa 240 gr (quantità variabile da bambino a bambino).

PRANZO

Minestrina n. 1
brodo vegetale circa 200 g
carne di vitellone frullata e cotta la vapore circa 25 g
crema di riso 5 cucchiai rasi circa
parmigiano grattato 1 cucchiaino

olio extravergine di oliva 1 cucchiaio e ½

Minestrina n. 2
brodo vegetale circa 200 g
mezzo liofilizzato di carne (manzo, pollo, coniglio ecc.)
pastina 2 cucchiai rasi circa parmigiano grattato 1 cucchiaino
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio e ½

Minestrina n. 3
brodo vegetale circa 200 g
mezzo omogeneizzato di carne (manzo, pollo, coniglio ecc.)
semolino 4-5 cucchiai da frutta rasi
parmigiano grattato 1 cucchiaino
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio e ½

Minestrina n. 4
brodo vegetale circa 200 g
petto di pollo cotto al vapore e frullato circa 25 g
crema di riso 5 cucchiai rasi circa
parmigiano grattato 1 cucchiaino
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio e ½

Minestrina n. 5
brodo vegetale circa 200 g
mezzo omogeneizzato di manzo
semolino 4-5 cucchiai da frutta rasi
parmigiano grattato 1 cucchiaino
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio e ½

Minestrina n. 6
brodo vegetale circa 200 g
carne di agnello cotta al vapore e frullata 25 g
pastina 2 cucchiai rasi circa
parmigiano grattato 1 cucchiaino
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio e ½

Minestrina n. 7
brodo vegetale circa 200 g
mezzo omogeneizzato di manzo
semolino 4-5 cucchiai da frutta rasi
parmigiano grattato 1 cucchiaino
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio e ½

Qualche precisazione. Per brodo vegetale si intende l’acqua di cottura delle verdure, tutte le verdure, quelle almeno che si trovano al mercato a seconda della stagione; meglio se variate da un giorno all’altro; a questo liquido, che funziona come base per cuocere la minestrina, conviene aggiungere un po’ di passato di verdure per rendere la minestrina più ricca di fibre vegetali e più saporita. Per seguire la tradizione si consiglia di non aggiungere sale alla minestrina. La quantità di olio sembra eccessiva: non lo è, l’olio extravergine di oliva è un grasso alimentare di alta qualità e nei bambini piccoli i grassi devono fornire circa il 50% delle calorie. Dopo la minestrina sarà bene prendere l’abitudine di dare al bambino della frutta, diversa a seconda della stagione, senza esclusione di nessun tipo di frutta; la frutta va ovviamente grattata o spappolata. Meglio evitare succhi di frutta o preparati di frutta con aggiunta di zucchero: abituano il bambino ad un sapore dolce esagerato.

MERENDA

Pera o mela grattata 100 gr (1/2 frutto circa) a cui aggiungere 3 biscotti e un po’ di succo di limone e qualche goccia di acqua (se necessario per sciogliere i biscotti)

CENA

Farina lattea (o pappa lattea) in commercio con varii sapori diluita in acqua
In alternativa

Latte materno o da svezzamento (come la colazione).

DOPOCENA

Alcuni bambini chiederanno un quinto e anche un sesto pasto durante bla sera o la notte: si consiglia il latte (materno o da svezzamento).